Verso le regionali

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Stiamo per recarci alle urne per votare i nuovi rappresentanti alla regione e il nostro presidente.

Noi del movimento Cirano, abbiamo approfondito alcuni temi e vogliamo condividere con i concittadini alcune riflessioni.

La Sicilia è la regione con l’assemblea più costosa di tutta la nazione: 160 milioni di euro, fino al 2015. Per comprendere la misura basti sapere che le seconde regioni più costose sono Veneto e Lombardia, che spendono circa la metà, ma che al contrario della Sicilia sono molto ricche.

Il numero dei dipendenti della regione Sicilia è uguale a quello di tutte le altre regioni a statuto speciale messe assieme.

I soli forestali sono oltre 20 mila, più di quanti ce sono in tutto il resto di Italia. Da molti questo dato è considerato un simbolo della politica clientelare per conseguire consenso elettorale.

Ogni mese le partecipare siciliane perdono 16 milioni di euro. Una bottega che apre tutti i giorni senza avere alcun guadagno ma costretta a sostenere le spese e che continua imperterrita a rimanere aperta.

La nostra, è la terza regione europea per numero di persone che non lavora, non cerca un lavoro e non studia. Questo significa che molte persone non hanno più la speranza di un miglioramento.

Negli ultimi dieci anni è stata quantificata in 24 miliardi l’evasione fiscale per tasse e tributi. Questa cifra è stata stimata come sufficiente a finanziare, aeroporti, trasposto navale, treni veloci e il rifacimento di strade e autostrade. Eppure, recentemente il Dott. Fiumefreddo, responsabile di riscossione Sicilia, aveva scoperto un vaso di Pandora dentro cui aveva trovato che parlamentari e enti regionali erano tra gli inadempienti, attivando una serie di iniziative volte al reintegro delle somme dovute. Da alcuni mesi mesi Fiumefreddo non ricopre più il proprio incarico e riscossione Sicilia sta per essere liquidata.

Probabilmente la notizia più allarmante è quella che riguarda il bilancio della regione. Per la prima volta, un pm della corte dei conti (un organo statale, che svolge funzione di controllo del bilancio economico di enti pubblici) accusa che il rendiconto annuale sia falso e che il pareggio di bilancio sia frutto di aggiustamenti non legittimi. Lo stesso pm, in una recente intervista, evoca tale evento come possibile causa di fallimento. Certamente la questione resta aperta e se ne discuterà a maggio 2018. Chiunque vinca dovrà dare adeguate spiegazioni in proposito.

A tutto questo, il paradossale immobilismo di una classe politica che dovrebbe adoperarsi a invertire la rotta: negli ultimi sette mesi è stata emanata una sola legge, quella che resuscita le province, dopo che non erano mai state eliminate.

Volendo dare una lettura storico politica dei dati espressi, appare evidente che la Sicilia paghi a caro prezzo la propria condizione di regione a Statuto speciale. Tale condizione giuridica, permette ampia autonomia su questioni finanziarie e amministrative, è stata declinata al “siciliano” dai politici che si sono succeduti, assumendo le forme delle nostre peggiori, ancestrali, caratteristiche.

Di fatto, l’autonomia di cui godiamo ha consegnato la nostra terra ad una burocrazia inerziale e a una classe di governo malata di un trasformismo politico che sembra avere il solo scopo di mantenere i propri privilegi, rivedendo sempre al ribasso gli sforzi orientati al benessere dei cittadini. Eppure, a parte qualche voce fuori dal coro, i politici che si sono succeduti hanno sempre difeso con il coltello fra i denti tale autonomia. Le loro ragioni non sono comprensibili ne condivisibili.

La realtà è che l’esistenza di Ente così regolato non ha più alcun senso sul piano politico, e ancora meno sul piano economico. Gli eventi politici risalenti alla fine della seconda guerra che hanno suggerito l’utilità di questa condizione sono lontani nel tempo e non più attivi, mentre le conseguenze economiche sono impietose e relegano la Sicilia a regione più povere di tutta la nazione.

La percezione che si ha è che attualmente l’unica industria sicura, in grado di generare reddito in Sicilia sia la politica dei politicanti.

Solo questo può giustificare la transumanza ideologica che sposta i vari politici da un partito all’altro con la stessa disinvoltura con cui ci si cambia la camicia al mattino. Per essere chiari: nelle attuali liste regionali molti candidati hanno cambiato casacca fino a sette volte.

Esattamente, quando ci parlano di cambiamento, a cosa si riferiscono?

Movimento Cirano

Noi del movimento Cirano Giovani abbiamo molto riflettuto a quanto sopra espresso.
Ahinoi, abbiamo capito, che versiamo in uno stato molto grave.
L’ unica speranza è quella che il nuovo governo con i deputati tutti, si impegni a risolvere nei miglior modi tutte le criticità.
Condividiano pienamente quanto scritto sopra.

Cirano giovani

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3 risposte a Verso le regionali

  1. Salvatore scrive:

    La Politica è stata definita le seconda più antica professione del Mondo. Ci sono due modi di fare il politico: vivendo “per “la politica oppure vivendo” della” Politica oltre ad altro!!!
    Cambiamento ?

  2. Anonimo scrive:

    Picchi nn pubblicati i messaggi chi vi rivunu?

    • Movimento Cirano scrive:

      Gentile Anonimo, sia gentile, non pubblichiamo alcun commento che riteniamo offensivo o non costruttivo. Aggiunga che le leggi di questo stato vietano e puniscono la diffamazione a mezzo internet.

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